Navi senza equipaggio in un futuro assai vicino

Written by | Lavoro

Si avvicina il grande giorno delle navi che si guidano da sole. O meglio, quelle senza equipaggio e in grado di essere controllate dall’esterno per tutta la durata del viaggio. Verrebbe da dire che non ci sarebbe nulla di complicato anche perché, a differenza delle auto senza pilota costrette a muoversi lungo strade trafficate e alla presenza di pedoni, in questo caso gli ostacoli sono pochi. Ma naturalmente non è tutto così semplice e immediato e la responsabilità è comunque sempre molta alta. Tuttavia, se c’è una aspetto tranquillizzante è proprio quello tecnologico. Come anticipa Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina, fra gli enti di certificazione leader al mondo con 3.700 dipendenti e 170 uffici in 65 paesi, è praticamente quasi tutto pronto.

Il quasi è legato non tanto alle sicurezze tecniche e tecnologiche anche perché, come fa presente il vertice del Rina, questa è una delle conseguenze dell’industria 4.0 ovvero della quarta rivoluzione industriale. E il comparto marittimo è da sempre all’avanguardia sul terreno dell’innovazione. Quanto alle diffidenze culturali. Credere insomma che si tratti di un sistema che possa funzionare al meglio e possa aprire nuove porte. Nel corso di una intervista con la Stampa, Salerno ha lanciato ampi messaggi rassicurante sul funzionamento della tecnologia: se lo volessero sarebbero già in grado di fare viaggiare una nave da porto a porto senza equipaggio. Senza cioè un solo essere umano a bordo.

Primo passo: navigazione autonoma in acque molto alte

In occasione della presentazione del nuovo logo e della nuova piattaforma su cloud Cube, il cui nome è da ricondurre alla multidimensionalità dell’analisi dei dati, ha anche aggiunto altro. La società non è preparata. E, si badi meno, non è una questione di assicurazioni. Sotto questo punto di vista è facile immaginare come tutto possa sistemarsi nel giro di pochi giorno. L’ostacolo, ha detto chiaramente, è di tipo culturale. Inevitabile allora che si proceda molto gradualmente, senza strappi, anche se i tempi saranno più lunghi e di fatto e il progetto è già tecnologicamente tutto pronto. Il primo passo non può allora che essere la navigazione autonoma in acque molto alte.

In questa prima fase – argomenta l’amministratore delegato del Rina – gli equipaggi saliranno a bordo della nave solo in prossimità del porto. Dopodiché tutto sarà definitivamente automatizzato. La domanda che si pone è la stessa abbiamo formulato noi in premessa: se fra pochi anni circoleranno sulle strade delle nostre città automobili senza conducente a 50 km orari, che problema ci potrà essere ad accettare che una nave senza persone a bordo si avvicini a un porto a 5 km orari?

Last modified: 15/12/2017