Dall’1 luglio sarà l’acquirente a dover versare l’Iva: svolta epocale per contrastare l’evasione

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IVA

Ecco come cambierà il versamento dell’Iva secondo le nuove normative che introdurranno lo split payment invertendo i ruoli tra fornitori e acquirenti.

L’onere del versamento dell’Iva cambierà destinatario dal prossimo 1 luglio. Non sarà più il venditore a dovere ottemperare all’onere ma l’acquirente. Una svolta epocale che, secondo il governo dovrebbe far calare sostanzialmente il tasso di evasione fiscale, ma che presenta molti nei per gli imprenditori. Ai fornitori verrà a mancare la liquidità dell’Iva nelle proprie casse che gli verrà versata solo dopo il pagamento dal parte dell’acquirente.

Per i consumatori cambierò poco o nulla. Ci si recherà al supermercato per acquistare i prodotti già comprensivi d’Iva del 22% e magari si getterà via lo scontrino alla prima occasione. Ma nel modo di rapportarsi tra fornitori e acquirenti la svolta non sarà di certo indolore. Il meccanismo che gli inglesi chiamano ‘reverse charge‘ dovrebbe garantire maggiore fedeltà al fisco poiché chi acquista è generalmente meno incline ad evadere rispetto a coloro che vendono.

La riforma aggiungerà una serie di categorie ad altre della pubblica amministrazione che da un po’ di tempo già adotta quello che si chiama tecnicamente lo split payment, trattenendo l’Iva dei fornitori e poi versandola nelle casse dell’erario. Asl e Università, ad esempio lo fanno già da tempo e rappresentano dei soggetti ad alta fedeltà fiscale per lo scarso interesse che ne avrebbero, dall’evasione dell’imposta sul valore aggiunto.

Alla lista dei nuovi ‘versatori’ di Iva si aggiungono anche altre società controllate dallo Stato, da enti locali e società private quotate in Borsa. La lista dei fornitori che non verserà piu l’Iva sarà estesa anche a professionisti come avvocati e architetti, che prestano la loro attività intellettuale a beneficio dei soggetti obbligati allo split payment. Ci penseranno quei soggetti che lo stato ritiene fiscalmente più affidabili  a versare l’onere.

Si stima, dalla relazione tecnica presentata dal governo, che sarà di circa 5,4 miliardi l’ammontare dell’Iva che verrà versata dagli acquirenti con un recupero di circa 1 miliardo di euro sull’imposta che annualmente viene evasa. Il rischio è che i fornitori potrebbero vedere pregiudicate le proprie entrate proprio in ragione del fatto che la liquidità derivante dall’Iva non verrà più gestita. Si dovrà attendere il pagamento per poter beneficiare del rimborso rendendo ancora più problematica la compensazione tra crediti e debiti per coloro che caricano e scaricano l’Iva.

Last modified: 28/04/2017