Corruzione, Di Matteo e la confisca dei beni ai corrotti che fa tremare la politica

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Corruzione

Ecco la proposta shock del magistrato siciliano per contrastare la corruzione che ormai dilaga senza freni nel nostro paese.

La corruzione dilaga impeterrita nel nostro paese e ha un costo ‘sociale’ non indifferente per le casse dello Stato.
E’ difficile stimare quanto possa incidere sulla ricchezza del nostro paese, proprio perchè si tratta di un fenomeno sotterraneo del quale, ciò che è emerso in passato, sembra essere solo la punta di un iceberg di enormi proporzioni.

Secondo il recente rapporto annuale stilato dalla Guardia dì Finanza, si stima che gli appalti pubblici irregolari si siano più che triplicati nel 2015. Ammonterebbe ad oltre 5 miliardi di euro lo spreco per gestione illecita dei fondi pubblici. Dati che evidenziano come la corruzione continui a rimanere una piaga sotterranea che inquina il tessuto economico e sociale del nostro paese. In questo contesto di malaffare, non stupisce la recente uscita del magistrato siciliano, Nino Di Matteo, da tempo in prima linea nella lotta alla mafia. In una intervista al Fatto Quotidiano avrebbe individuato nella confisca dei beni ai corrotti, la ‘svolta epocale’ per contrastare efficacemente la corruzione dilagante nel nostro paese. Una misura che estende quanto già previsto per i beni dei mafiosi.

Una legge che, se approvata. ‘costituirebbe – secondo Di Matteo – un terremoto capace di sovvertire delicati equilibri criminali fondati sulla garanzia di impunità e sulla valutazione dei costi benefici rischi che fa pendere la bilancia a vantaggio della scelta corruttiva’.

Secondo il magistrato siciliano, la credibilità della classe politica passa anche attraverso l’approvazione di queste misure forti per contrastare lo spreco di denaro pubblico. Su questo terreno, secondo Di Matteo, ‘si gioca l’ennesima occasione di riscatto del ceto politico che ha bisogno di riacquistare credibilità e autorevolezza’.

Last modified: 03/05/2017