Cessione del quinto, Inps: il governo modifica le classi di importo, ecco cosa accadrà

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Ecco quali saranno le conseguenze per la cessione del quinto dello stipendio e della pensione Inps, dopo la modifica delle classi di importo.

Novità importanti sulla cessione del quinto dello stipendio e della pensione Inps, giungono dal ministero dell’Economia e delle Finanze che ha modificato le classi di importo. In virtù di questa nuova modifica l’Inps ha provveduto a recedere dalle convenzioni stipulate con Istituti di Credito e finanziarie, trovandosi impossibilitata ad effettuare immediatamente gli adeguamenti tecnici e contrattuali. Ma quali sono queste reali modifiche ?

Il decreto DT24126 del 27 marzo ha fissato i nuovi TAEG medi ai fini della legge sull’usura modificandone le soglie che sono operative già dall’1 aprile 2017. Il decreto ha modificato le classi di importo rilevanti ai fini della concessione del prestito mediante trattenuta del quinto dello stipendio e della pensione. Le precedenti classi di importo avevano seguivano il criterio < 5.000 euro e > 5.000 euro, mentre le future classi di importo sono state rimodulate secondo i valori < 15.000 euro e > 15.000 euro.

I nuovi tassi vigenti sulla cessione del quinto riformeranno anche lo schema di Convenzione dell’INPS e quindi le convenzioni che l’ente previdenziale dovrà stipulare con gli istituti di credito dovranno essere rimodulate ex novo. I vecchi tassi non sono più vigenti in base al nuovo decreto e pertanto l’Inps si è avvalsa della facoltà di recesso unilaterale dalle convenzioni a decorrere dalla data nel quale è entrato in vigore lo stesso decreto. Pertanto, in conseguenza del recesso, le società convenzionate potranno stipulare nuovi contratti di cessione del quinto a partire dal 1 aprile 2017 solo in regime di accreditamento. Le procedure di adeguamento comporteranno la sospensione delle procedure informatiche.

Last modified: 11/04/2017

4 Responses to :
Cessione del quinto, Inps: il governo modifica le classi di importo, ecco cosa accadrà

  1. GIORGIO CIMA ha detto:

    Se l’articolo è diretto a lettori normali ( ovvero ai non addetti ai lavori) quanto riportato non è comprensibile. Esempio : cosa vuol dire “… in regime di accreditamento” e questo in pratica cosa comporta a chi fà richiesta di finanziamento ? Non dovreste essere voi giornalisti a spiegare al pubblico quello che non sono capaci di fare le istituzioni ?

    1. Marco Antonio Tringali ha detto:

      Accreditamento senza convenzione, pertanto ogni istituto di credito potrà applicare liberamente i propri tassi.

  2. andrea minutolo ha detto:

    buongiorno, mio zio era in procinto di rinnovare una cessione del quinto della pensione, la finanziaria l’ha contattato dicendogli che il netto ricavo si è abbassato perchè l’inps vuole circa 1000euro per effettuare mensilmente i bonifici, parlavano di 7,70€ mensili… si tratta di un rinnovo a 120 mesi….a questo punto mi chiedo, sarà mai possibile che l’inps richieda una spesa cosi folle? ma questi soldi andranno realmente nelle casse dell’inps o è un modo di cavalcare l’onda da parte della finanziaria per aver un maggiore guadagno??? ma cmq se cosi fosse che è l’inps che richiede sti soldi ma quando la finanziaria tornerà a lavorare in convenzione, questi soldi gli verranno restituiti a mio zio???????attendo speranzoso una risposta da un esperto nel settore..grazie mille

    1. Marco Antonio Tringali ha detto:

      Le consiglio di tergiversare in attesa di nuovi chiarimenti che l’Inps fornirà a breve.

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