Il boom di Netflix e la piaga degli abbonamenti a ‘scrocco’

Written by | Finanza

Prolifera la moda degli abbonamenti a Netflix pagati ‘alla romana’, anche se la corsa agli abbonamenti appare davvero inarrestabile.

Il boom di Netflix è ormai un fatto assolutamente risaputo, anche se il successo della piattaforma fondata da Reed Hastings pare annacquato da alcuni conti che non tornano. Se è vero che più di 90 milioni di utenti oggi dichiarano di essere abbonati a Netflix è anche vero che ormai sta dilagando il fenomeno degli abbonamenti alla romana che potrebbe minacciare, in futuro, la crescita sul piano economico della piattaforma digitale. In borsa l’azienda vola, basta pensare che debuttò nel 2002 quando il titolo valeva 15 dollari e adesso ha raggiunto la cifra di 145 dollari.

Il suo fatturato, solo nel 2016, è stato di 8,3 miliardi con un incremento del 35% rispetto alla performance dell’anno precedente. Si stima che quasi 20 milioni di abbonamenti sono stati attivati lo scorso anno. Un vero e proprio fenomeno che sta davvero sparigliando le carte per quanto concerne l’industria cinematografica, sempre più preoccupata dall’avanzare di questo nuovo modo di usufruire del prodotto cinematografico e del boom delle serie tv. Non è un caso che ormai a Hollywood proliferano fallimenti e licenziamenti.

Le formule di abbonamento studiate da Netflix consentono agli utenti di poter utilizzare in comune un unico account e cosi con un solo abbonamento possono essere davvero tante le persone che possono usufruire dei contenuti. Quindi in realtà quei 90 milioni di abbonati non coincidono con l’audience della piattaforma che potrebbe essere raddoppiata o addirittura triplicata. A rivelare il proliferare di abbonamenti a ‘scrocco’ è stato un sondaggio di LendEdu riservato al pubblico statunitense.

Il questionario posto a 6 mila studenti americani ha evidenziato come solo uno studente su tre in realtà paga l’abbonamento di tasca propria nonostante il 90% degli intervistati affermi di utilizzare costantemente la piattaforma. Il meccanismo non riguarda solo Netflix ma sta diventando una ‘piaga’ che sta riducendo il giro di affari di altri servizi a pagamento come Spotify e Google Play Music. Per il momento dai quartier generali delle aziende che subiscono questo danno economico non sono state annunciate contromisure, anche perchè gli affari vanno a gonfie vele. Ma non si escludono contromosse a breve per evitare le cessioni di abbonamenti.

Last modified: 12/04/2017