Anticorruzione, Cantone: ridotti i suoi poteri, M5S all’attacco

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Cantone Raffaele

Il M5S ha contestato la misura adottata dal governo che ridimensiona i poteri dell’Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

L‘Anac, l’autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, si è vista indebolire i propri poteri in ambito di lotta alla corruzione dopo che il Consiglio dei Ministri ha deciso di sopprimere una norma contenuta nel Codice degli Appalti. Si tratta di una riduzione di quei poteri definiti di ‘raccomandazione vincolante’ che l’Autorità mette generalmente in atto quando ricorrono situazioni di estrema criticità al fine di evitare la commissione di gravi illeciti.

Una presa di posizione, quella dell’esecutivo, che ha suscitato anche gravi perplessità all’interno della maggioranza e dello stesso governo. Perfino il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, avrebbe invitato il governo a tornare sui propri passi. Sul piede di guerra è sceso anche il M5S che per bocca di Luigi Di Maio, ha bacchettato duramente la soppressione della ‘raccomandazione vincolante’ ammonendo che l’operato del governo ‘non ha niente a che fare con la lotta di contrasto alla corruzione’. Una misura inserita in modo subdolo, secondo i pentastellati, nell’ambito di una norma che avrebbe invece dovuto rafforzare i poteri dell’Anac.

‘Non c’è nessuna volontà di ridimensionare i poteri dell’Anac’ hanno ribadito con forza i rappresentanti dell’esecutivo. Fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito che la decisione presa dal Governo è stata già valutata con il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone nel corso di una telefonata tra il Premier Gentiloni e lo stesso Cantone. Lo stesso presidente dell’Anac avrebbe preso atto del fatto che il governo avrebbe assunto un impegno politico a porre ‘rimedio alla modifica’ introdotta nel decreto correttivo del Codice Appalti che di fatto ridimensionerebbe i poteri dell’Anac.

Last modified: 21/04/2017